"Era una situazione quasi fisica: la scomparsa graduale della mia presenza in termini visualmente percepibili. Mi pareva di essere sullo specchio ribaltabile di una macchina fotografica mentre chi la tiene in mano gira l'anello della messa a fuoco su una distanza ravvicinata. I miei contorni si dissolvevano progressivamente. La mia giacca rossa era una macchia di colore; si allargava sempre più sfumata fino a diventare un'ombra labile, che vibrava sull piano estremo del campo visivo, assorbita nei chiari e gli scuri dello sfondo."
Andrea DeCarlo (treno di panna)
mercoledì 8 ottobre 2008
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